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WINE NOT?
L'analisi di isotopi stabili nel settore vinicolo
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Analisi degli isotopi stabili nelle bevande spiritose

L’analisi degli isotopi stabili nelle bevande spiritose, ed in particolare nel vino, riveste un ruolo essenziale per arginare la contraffazione e la frode, ma non solo. Essa è fondamentale sia per la determinazione della provenienza geografica di un vino, sia per individuare eventuali aggiunte o adulterazioni. A tal proposito lo staff di Elementar Italia ha pensato ad un evento webinar dedicato a queste tematiche, dove, davanti a un metaforico bicchiere di vino, sarai invitato alla riflessione su questi argomenti.

 

Webinar "Wine Not: cosa c'è nel bicchiere?"

 

Quando? Il 27 Settembre, dalle 10:30 alle 12:00

Si perlerà in generale di analisi IRMS nel settore "FOOD" prestando particolare attenzione alla produzione vinicola, soffermandoci poi sulla caratterizzazione della filiera di prodotti a denominazione d'origine mediante la determinazione del rapporto isotopico δ13C di glucosio, fruttosio e acido acetico. Avremo il piacere di avere ospiti alcuni relatori provenienti dal mondo accademico, che da qualche anno, insieme al proprio team di ricerca utilizzano efficacemente i sistemi IRMS Elementar.

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Gli isotopi "nel bicchiere": δ13C, δ18O e δ2H

Quali argomenti metteremo sul piatto, o per meglio dire "nel bicchiere"? Innanzitutto, le metodologie di analisi. Ci sono due metodi di analisi che permettono di determinare uno gli isotopi di idrogeno e ossigeno e l’altro gli isotopi del carbonio. La provenienza geografica del vino o matrici similari può quindi essere determinata dall’analisi degli isotopi dell’idrogeno e dell’ossigeno, per mezzo di un sistema composto da un equilibratore accoppiato ad uno spettrometro di massa a rapporto isotopico (IRMS). Per verificare la genuinità alimentare dei vini o delle bevande spiritose in genere, l'analisi isotopica δ18O e δ2H consente di mettere in relazione diretta il campione con la sua provenienza originale, grazie alla variazione meteorologica naturale dell'acqua nell'ambiente sorgente. La frode e/o l’adulterazione, per esempio dovuta all’aggiunta illecita di zuccheri, può essere indivudata per mezzo di un sistema HPLC accoppiato ad uno spettrometro di massa a rapporto isotopico (IRMS). Tale sistema analitico permette, infatti, di separare gli zuccheri contenuti nel vino, quali per esempio fruttosio, glicerolo, glucosio, e determinarne la naturalezza; se l’aggiunta di zuccheri o alcol non tipici di una determinata bevanda è finalizzata ad aumentarne o distorcerne il naturale contenuto, l’analisi isotopica δ13C la mette in evidenza. Il sistema in questione è facile da usare e completamente automatico: se vuoi scoprire in cosa consiste, e non sei sicuro di poter partecipare al webinar, Elementar Italia ha preparato per te anche un approfondimento.

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In essa scoprirai le nostre soluzioni strumentali per determinazione di frodi e adulterazione nelle bevande spiritose

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Focus: la spettrometria di massa nel settore vinicolo

Come già detto, il vino è senza dubbio una delle bevande di maggior successo al mondo. L’Italia negli ultimi decenni si è resa protagonista nel panorama mondiale con la produzione di prodotti di elevata qualità: è stata proprio questa posizione di leadership ad aver naturalmente innescato un meccanismo di esportazione che rende i vini italiani tra i più ricercati al sul mercato. Il lato negativo della ricercatezza, tuttavia, si è subito manifestato con la comparsa di una grande attività di contraffazione e frode, con conseguenti danni economici e di immagine per il nostro Paese.

La contraffazione e la frode sono arrivate ormai ad un livello tale che sempre più spesso si rendono necessarie approfondite analisi scientifiche per cercare di smascherare pratiche che danneggiano consumatori e produttori.

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